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AMBASCIATA DI PACE:
definizione, compiti e linee operative
 
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(Il testo "Ambasciata di pace" fu pubblicato nel N.15 di Guerre & Pace uscito nel settembre del 1994.)

L'ambasciata di pace , a un tempo, la presa d'atto dei nuovi compiti del movimento pacifista (oggi che l'intervento armato di fatto uno strumento della politica dei governi - in particolare di quello americano - e che la NATO tenta di sostituirsi al ruolo dell'ONU) e il tentativo di dotare il movimento pacifista internazionale e, quindi, le popolazioni del nostro pianeta di uno strumento nuovo di opposizione reale alla guerra. Questo progetto si muove idealmente sulla stessa linea di altri interventi precedenti (Volontari di pace in Medio Oriente, Beati i Costruttori di Pace, Associazione Papa Giovanni XXIII, Gulf Peace Team e altri) che avevano cercato e cercano di opporsi alla guerra costruendo embrioni di forze di interposizione e percorsi di diplomazia popolare.

 

NATURA

L'ambasciata di pace uno strumento della diplomazia dei popoli. Il suo nome completo :

AMBASCIATA DI PACE - CENTRO INTERNAZIONALE DI DIPLOMAZIA DEI POPOLI sede di ..........

In quanto diplomazia dei popoli, l'ambasciata di pace deve essere autonoma da tutti i governi sia finanziariamente che politicamente. L'ambasciata di pace uno strumento della societ civile e delle popolazioni e da queste sole deve trarre le sue linee di lavoro e di finanziamento. E’ tuttavia possibile e augurabile che alcune istituzioni locali, nazionali o internazionali aiutino, di volta in volta e in varie forme, l’attivit dell’ambasciata di pace, senza, tuttavia, risultare mai determinanti.

Per societ civile s'intende, nell'immediato, fare riferimento a tutte quelle organizzazioni internazionali e non che operano sul nostro pianeta nei pi diversi settori del volontariato e che intendano oggi farsi carico di questo compito.


COMPITI DELL'AMBASCIATA DI PACE


1) Aprire e consolidare le comunicazioni tra i popoli.
E' il primo dei compiti dell'ambasciata di pace. Si tratta di far conoscere tra di loro popolazioni diverse, superando le difficolt che, spesso, i governi frappongono. Si tratta di lavorare alla costruzione di solide relazioni sociali e umane che siano in grado di opporsi, un domani, alla costruzione dell'immagine del nemico (scambi culturali, religiosi, artistici ed economici su basi equo-solidali). SU QUESTA LINEA SI TRATTA, IN PARTICOLARE, DI OPPORSI ALL'EMBARGO USATO A FINI DI POTENZA (embargo come strumento di guerra).

2) Aiutare le popolazioni che, in seguito a guerre, esodo forzato, embargo, epidemie o disastri ambientali, si trovano in stato di bisogno (aiuti umanitari). In particolare, in presenza di un numero elevato di profughi, necessario lavorare per evitare la divisione dei nuclei familiari e l'invio delle persone in posti non desiderati. Se possibile, bisogna al contempo lavorare per evitare il soggiorno, per un lungo tempo, di troppe persone in un unico posto.

3) Essere strumento di supporto logistico e organizzativo per tutte le ONG che intendano contribuire alla pace con aiuti umanitari diretti in specifico ai profughi o, pi in generale, alle popolazioni colpite dalla guerra.

4) Informare correttamente la Comunit internazionale sulle condizioni di vita delle popolazioni, sull'eventuale non rispetto dei diritti umani, che pu avvenire all'interno, da parte di gruppi o del governo, e dall'esterno, a causa di aggressioni militari o economiche. Il ruolo dell'informazione, importantissimo in genere, lo diventa di sicuro in periodo pre-bellico. E' ALLORA CHE UNA CORRETTA INFORMAZIONE, SUFFICIENTEMENTE DIFFUSA, PUO' SVOLGERE UN REALE COMPITO DI INTERPOSIZIONE TRA LE PARTI IN CONFLITTO (Osservatorio Permanente di Pace).

5) Con la realizzazione dei quattro precedenti punti, l'Ambasciata di Pace-Centro Internazionale di Diplomazia dei Popoli raggiunge il proprio obiettivo centrale che quello di lavorare per PREVENIRE I CONFLITTI TRA I POPOLI presentando, di volta in volta, alla Comunit Internazionale proposte di mediazione di conflitto.


LINEE DI LAVORO OPERATIVE

L'ambasciata di pace, oltre che disporre, se non di un riconoscimento, almeno di un'accettazione del Paese ospite, deve prendere contatti con eventuali organismi dell'ONU presenti sul territorio e soprattutto con associazioni, gruppi, partiti politici e autorit civili e religiose. In assenza di tutto questo (in realt dittatoriali duramente repressive) deve riuscire a rapportarsi direttamente alla popolazione attraverso i meccanismi dell'aiuto umanitario mirato e della difesa dei diritti umani calpestati.
Il fine quello di essere in grado, all'occorenza, di conoscere a fondo i problemi e di disporre della sufficiente credibilit per favorire il metodo negoziale nella soluzione del conflitto. PER SOSTENERE IL METODO NEGOZIALE SEMPRE E' NECESSARIO CHE L'AMBASCIATA LAVORI SULLA VOLONTA' DI PACE DELLA GENTE CHE SUBISCE LA GUERRA.
Gli strumenti di queste linee di lavoro sono sostanzialmente due:
  a) la capacit di ascolto
  b) la capacit di dare aiuto.

CAPACITA' DI ASCOLTO:
la capacit che possiamo riassumere con la volont di non rappresentare mai noi stessi, di non parlare di noi, bens di avere sempre presente la nostra necessit di conoscere gli altri. Bisogna sempre ricordarsi che, fuori di questa necessit, non esiste un interesse dell'ambasciata di pace; perch non possibile opporsi alla guerra non avendo a cuore il bisogno di conoscere l'altro. Senza questa conoscenza, inoltre, ci sar impossibile costruire solidariet per tentare di opporci alla guerra.

CAPACITA' DI DARE AIUTO:
indubbio che qualsiasi ambasciata di pace, anche la peggio organizzata, avr una certa capacit di dare aiuto. Ma per essere veramente produttivo, questo aiuto dovr distribuirsi e interporsi; sar necessario cercare di vedere e capire i problemi dalle diverse angolazioni delle parti in conflitto, perch l'intervento dell'ambasciata di pace deve tendere a costruire, fuori e dentro il paese in cui opera, SOLIDARIETA' per tutti e non solo per una parte. Da questo atteggiamento dipender molto della fiducia che le popolazioni potranno riporre nell'ambasciata di pace.

Per non incrinare la solidariet tra i singoli e le popolazioni dovremo sempre attenerci a questa regola: NON PROMETTERE MAI QUELLO CHE NON SIAMO SICURI DI POTER MANTENERE.

RIFERIMENTO ALLE ONG LOCALI:
l'ambasciata, quale Centro Internazionale di Diplomazia dei popoli, deve, nello svolgimento del suo lavoro, fare riferimento alle ONG locali o a gruppi a queste assimilabili, sollecitando e adoperandosi per la costruzione di COMMISSIONI DI LAVORO MISTE E PARITETICHE sui temi della pace e dell'intervento solidale (LA PACE SECONDO I POPOLI). A queste commissioni dovrebbe essere affidato il compito di individuare in concreto tutte le azioni da svolgere sul territorio (aprire le comunicazioni, solidariet e diplomazia popolare).
La capacit di individuazione e di scelta degli interlocutori per le Commissioni di lavoro e l'attivit dell'Osservatorio di Pace rimangono compito precipuo dell'Ambasciata.

 Testo redatto da
  Silvano Tartarini
 della Segreteria dei Berretti Bianchi

 

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