Attività dell'Ambasciata di pace di Belgrado
BANJA KOVILJACA

Estate 1999

1 - 30 Novembre 1999

25 marzo - 5 aprile 2000

gennaio 2001

gennaio 2001
E' probabilmente la situazione che ha apparentemente meno a che fare con la natura degli interventi peculiare della nostra organizzazione. Il sostegno finanziario alla Casa per l'Infanzia e la gioventù Vera Blagojevic di Banja Koviljaca è piuttosto lontano come spirito dai gemellaggi e dalle operazioni simili. Infatti in questo caso l'intervento è puramente nel settore dell'aiuto umanitario, a meno che non possa ipotizzarsi anche in quella situazione una sorta di gemellaggio. Già adesso per alcuni periodi dell'anno un gruppo di bambini va in Belgio ospiti di famiglie, che non di rado scelgono sempre gli stessi. Al Direttore è stata offerta la possibilità di acquistare materiale didattico, cogliendo eventualmente l'occasione di acquisire qualcosa che altrimenti non avrebbe possibilità. Ma egli ha preferito puntare sulla sostituzione delle strutture in legno dei letti. Nella visita abbiamo potuto accertare che le condizioni degli arredi sono veramente molto spesso al di sotto dei limiti della decenza. A dispetto della grande quantità di giocattoli, televisori praticamente in ogni stanza "collettiva", bambini e ragazzi dormono in letti tutt'altro che ospitali. Uno addirittura è proprio rotto e più d'uno presenta punti in cui sono evidenti spaccature, scollature di pezzi, fuoriuscita di parti d'incastro e altri simili danni. Una condizione abbastanza simile riguarda gli armadi, molti dei quali hanno porte rotte o addirittura non ne hanno, oppure fondi scassati ecc. Comunque abbiamo tentato di fotografare, purtroppo in condizioni abbastanza poco favorevoli, a causa della mancanza di luce e del cattivo tempo, la maggior parte degli elementi ritenuti necessari da documentare. E' stato concordato di inviare un fax con le richieste alla Segreteria in modo da poterne discuterne nel corso della prossima riunione del Consiglio Nazionale.
25 marzo - 5 aprile 2000
BANJA KOVILJACA
Per ora è ancora tutto fermo. Anche perché per fissare una mia visita al campo, aspetterei di avere qualche novità da proporre. Tanto più trattandosi di un campo profughi, vorrei evitare l’effetto "occidentale in visita turistica".
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Novembre 1999
BANJA KOVILJACA
Per il progetto che riguarda l'orfanotrofio di Banja Koviljaca, per il quale ancora non si è aperta alcuna prospettiva, è stato deciso di lavorare da subito ad un progetto di adozione a distanza. Chi vuole è invitato a mettersi in contatto.
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Estate 1999

Banja Koviljaca

Premessa
Il progetto riguarda l'orfanotrofio (per ragazzi dai 3 ai 18 anni) di Banja Koviljaca, nel distretto di Losnica (Serbia occidentale, al confine con la Bosnia e Erzegovina). L'orfanotrofio non ha subito danni con la guerra e viene aiutato da diverse organizzazioni umanitarie, svizzere, belghe e olandesi, ma le necessità sono enormi. E' frequentato attualmente da 56 bambini (il numero oscilla tra i 50 e i 60), in parte orfani, ma anche abbandonati o figli di genitori non in grado di occuparsene, che sono organizzati in gruppi tipo famiglia e frequentano (con buoni risultati, conseguendo il diploma di scuola media superiore nel 96% dei casi) le scuole locali.

Condizioni socio-economiche e politiche
L'area di Banja Koviljaca è relativamente ricca. Si tratta di una cittadina termale molto nota, situata presso alcune località di forte attrazione turistica. I visitatori, alla fine della guerra, sono tornati e la cittadina non ha avuto una particolare crisi economica. Peraltro, questa agiatezza non si riflette sull'orfanotrofio, che ha subito le conseguenze di essere praticamente al confine e di aver dovuto accogliere una quantità superiore alle aspettative di ragazzi profughi (in maggioranza Rom, ma anche musulmani, albanesi, egiziani, oltre, naturalmente, a serbi).

Bisogni
Il Direttore dell'orfanotrofio, che dipende dal Ministero dei problemi sociali della Serbia, ci ha fatto presente di non avere problemi economici particolari, di non volere assolutamente aiuti finanziari, perché la sua dotazione gli è sufficiente per l'ordinaria amministrazione. Ci ha però fatto presente due problemi, di cui il primo ha carattere di particolare urgenza e drammaticità.
1) L'arredo. Non esistono risorse per rinnovare l'arredo delle camere dei bambini ed è particolarmente drammatica la situazione dei letti (specie materassi e lenzuola), dato anche l'elevatisssimo numero di bambini enuretici presenti. Anche gli armadietti in cui i bambini tengono i loro effetti sono in condizioni pietose. La Chiesa Cattolica svizzera ha regalato due camerette modello (vi sono 20 camere, ognuna a tre letti, che i ragazzi tengono benissimo in ordine). Potrebbe essere utile tentare di fare altrettanto. Una cameretta può costare circa 5.000 marchi, tenuto conto della necessità di robustezza e rivolgendosi ad artigiani locali. Con un costo di 5.000 marchi dovrebbe però essere possibile sostituire gli effetti letterecci per circa 50 bambini.
2) Viaggi in Italia dei bambini. La direzione della scuola è particolarmente preoccupata per il fatto che i ragazzi vivono spesso momenti di grave disagio psicologico, che può ostacolare (e spesso ostacola) il loro inserimento nella società civile, diventa causa di atteggiamenti violenti e crea le premesse per una carriera deviante. Per questo ritiene particolarmente importante ogni esperienza che aiuti questi ragazzi ad aprirsi, creare rapporti con i coetanei, conoscere un'altra realtà del mondo, che purtroppo spesso finisce per loro con i muri dell'istituzione. Ogni anno, il direttore riesce a mandare in Belgio, a Namur, per le vacanze invernali, 30 bambini. Sarebbe particolarmente importante se riuscisse a trovare il modo di mandarne altrettanti in Italia. Più complessa appare qui la possibilità di uno scambio.

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