SULLA PROPOSTA DI LIDIA MENAPACE E SULL'URGENZA DI TRADURLA IN UN'AMPIA CAMPAGNA POLITICA
di Severino Vardacampi

Mi permetterei di riassumere cosi' quello che ho colto della proposta di Lidia Menapace per un'"Europa neutrale e attiva, disarmata, smilitarizzata e nonviolenta" e della vivace polifonica riflessione in corso anche su questo foglio.
a) che prima che certi giochi siano fatti e certi spazi siano chiusi (stesura definitiva della cosiddetta "Costituzione europea", rinnovo del Parlamento europeo e relativa composizione sulla base dei programmi delle forze che vi concorrono, decisioni poi difficilmente reversibili su quale modello di difesa e quale politica di sicurezza europea) e' necessario che il cosiddetto "popolo della pace" si faccia sentire. Il momento e' ora, dopo sara' troppo tardi.
b) Ed e' necessario che si faccia sentire non solo come coscienza critica e voce che protesta, ma come soggetto politico e intellettuale collettivo che avanza una proposta, come dice un nostro noioso amico, "di nonviolenza giuriscostituente".
c) E questa proposta e' quella che nelle sue linee essenziali (sulle quali ovviamente la riflessione continua, la ricerca e' aperta, la formulazione e' in fieri) e' stata elaborata soprattutto dal e nel movimento delle donne, ed in particolare nella riflessione della Convenzione permanente di donne contro le guerre, e per merito precipuo di Lidia Menapace.
d) Possiamo discutere su quale sia la formula sintetica migliore (poiche' anche le formule contano, certo, in una societa' della comunicazione veloce e che ai ragionamenti tende a sostituire le immagini), ma francamente trovo poco affascinante disquisire sulle parole quando mi pare che il concetto sia chiarissimo, e il concetto mi pare che sia il seguente:
I. una Europa che ripudi la guerra come modalita' di gestione e risoluzione dei conflitti;
II. una Europa che faccia propria fino in fondo la tradizione della "neutralita' attiva" che si oppone alle guerre e alle violenze strutturali;
III. una Europa che incardini la propria politica comune di difesa e sicurezza, e di cooperazione internazionale e di costruzione della pace, sulla scelta della nonviolenza come progetto politico e giuridico oltre che come metodologia ermeneutica ed operativa;
IV. una Europa che scelga quindi la via del disarmo e della smilitarizzazione; quindi una Europa che avvii subito la difesa popolare nonviolenta ed i corpi civili di pace come proposte concrete immediatamente attuabili;
V. una Europa che, vincolandosi alla neutralita' attiva e operante, sia sostegno sicuro e forte di un'Onu rinnovata nel segno della fedelta' e dell'inveramento di quanto nitidamente stabilito nel preambolo della Carta delle Nazioni Unite e nella Dichiarazione universale dei diritti umani.
e) Poi certo ci sono anche altre mille cose da fare, ma una campagna sulla proposta qui sopra frettolosamente e lacunosamente riassunta mi sembra che sia l'urgenza delle urgenze qui e adesso per tutte le persone di volonta' buona che non vogliano limitarsi alla protesta o alla testimonianza, ma vogliano essere anche costruttrici di pace

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