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RIFLESSIONE
di Giovanni Sarubbi
La proposta di Lidia Menapace "per un'Europa di pace, neutrale, disarmata, nonviolenta" ("La nonviolenza e' in cammino" n. 671 del 12 settembre 2003) mi ha riportato alla mente un capitano dell'esercito italiano che ho conosciuto quasi trent'anni fa. Era uno di quelli che aveva cominciato la carriera militare come ufficiale di complemento. Venendo dal profondo sud, era di Castellammare di Stabia in provincia di Napoli, ed avendo alle spalle la prospettiva della disoccupazione, dopo il periodo di leva penso' di rimanere in servizio permanente effettivo. Faceva il militare per poter continuare a mangiare e lo faceva nel vero senso della parola. Tutte le mattine chiamava un soldato a caso della compagnia a lui affidata e lo mandava in cucina dal maresciallo a prendere qualcosa per lui. E ogni soldato immancabilmente tornava dal capitano con due grosse buste colme di panini freschi e ancora caldi. La raccolta di generi di prima necessita' continuava poi con il pieno di benzina. Durante il terremoto in Friuli nel 1976 dove era di stanza, si raccontava di interi camion di vettovaglie fatti dirottare nella capaci dispense del capitano. Questo capitano era solito ripetere ai suoi soldati una frase che ricordo ancora oggi: "Nel mondo esistono solo ministeri della difesa. Ma se tutti debbono difendersi, a cosa servono gli eserciti?". Nessuno sapeva cosa rispondergli. Lui aveva trovato la sua personalissima risposta che poi e' quella che ancora oggi spinge centinaia di migliaia di "volontari" ad arruolarsi per andare in guerra. Lo si fa per fame, quella vera di chi non sa come sbarcare il lunario, che si salda con la fame di potere che attanaglia la stragrande maggioranza delle classi dirigenti di tutti i paesi del mondo. E basta vedere, per esempio, la provenienza geografica dei volontari italiani che sono andati in Afghanistan o in Iraq per rendersi conto che i disperati sono una "riserva della guerra" anziche' della pace. Non c'e' dubbio, allora, che la proposta di Lidia Menapace e' sensata, largamente condivisibile e puo' diventare sicuramente la bandiera di un movimento per la pace che voglia avere un minimo di coerenza e voglia proporre qualcosa che non appaia velleitario o al di fuori delle possibilita' reali della politica.
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Bene fa Lidia Menapace a ricordare i precedenti storici o gli attuali stati neutrali ed il loro ruolo sullo scacchiere internazionale. Non c'e' dubbio pero' che anche questa proposta di per se' non porra' fine all'attuale conflagrazione mondiale nella quale ci troviamo, ne' trasformera' la bozza di Costituzione Europea in uno strumento di pace. La fine dell'attuale guerra, ne sono convinto, avverra' la' dove essa e' stata partorita, cioe' negli Stati Uniti d'America. Come cio' avverra' nessuno puo' dirlo ma e' evidente che fintanto che la Casa Bianca sara' nelle mani di un gruppo di industriali assetati di sangue, poche sono le speranze di pace. Per quanto riguarda la Costituzione europea essa ha il grave handicap di nascere senza un adeguato supporto politico di massa. La nostra Costituzione e' invece nata dal travaglio della Resistenza e della lotta contro il nazifascismo, e fu elaborata da coloro che, fra i comunisti e i cattolici, potevano a ragione considerarsi i migliori spiriti che il nostro popolo potesse mettere in campo. Persone, come Dossetti o Pertini, che seppero trarre dalla tragedia della guerra la forza per dire un basta deciso alla guerra con l'impareggiabile articolo 11. Non so dire se la proposta per un'Europa neutrale riesca a smuovere le coscienze della gente. So di certo, come lo sanno tutti i nonviolenti ed i sinceri amanti della pace, che non potra' esserci pace senza la mobilitazione di centinaia di milioni di persone come e' successo nel passato. Probabilmente questa proposta potra' acuire le contraddizioni fra le forze politiche e potra' raccogliere i consensi di chi la guerra la ripudia. E' pertanto una proposta che va sostenuta e che sosterremo
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