| RIFLESSIONE di Luca Salvi La globalizzazione e' come le stagioni, non si puo' fermare, c'e' e basta, secondo le parole di Nelson Mandela. Lo stesso vale per il processo che sta portando alla nascita dell'Europa Unita. Sono processi che non si possono fermare ma che devono essere governati e umanizzati, ovvero messi al servizio dell'uomo. Percio', come dobbiamo opporci a questa globalizzazione a senso unico, cosi' dobbiamo opporci ad un'Europa a senso unico, dei mercati e dei mercanti, all'Europa di Berlusconi, succube degli Stati Uniti, e all'Europa della Difesa militare. Per difenderci poi da chi? Da masse di disperati che, escluse e oppresse da questo sistema di morte, chiedono solo un pezzo di pane, un po' d'acqua, una casa, una vita sicura e dignitosa? L'Europa, dopo centinaia di anni di guerre, e' riuscita a garantire a (quasi) tutti i suoi cittadini cinquant'anni di pace, di benessere e di sicurezza sociale ma, se da un lato non puo' dimenticare le proprie tremende responsabilita' storiche (colonialismo) e attuali (sfruttamento economico, vendita di armi e sostegno a regimi corrotti e dittatoriali) nell'impoverimento del terzo mondo, dall'altro non puo' chiudersi nella sua torre d'avorio incurante di tutto cio' che accade al di fuori, e non solo lontano, ma anche in Cecenia o nei Balcani. Infatti la pace e la giustizia sono indivisibili, o ce li ha il mondo intero o non ci sono per nessuno, come dimostra la piaga del terrorismo internazionale, che in questi ultimi anni si e' esacerbata e rischia prima o poi di colpire anche l'Europa. * Per questo noi sogniamo e lavoriamo per un'altra Europa, aperta, solidale e nonviolenta, attivamente impegnata nella difesa e nella promozione dei diritti umani e nella salvaguardia dell'ambiente, in tutto il mondo e per tutti. Cio' richiede un impegno permanente, con metodi nonviolenti e attraverso un'informazione approfondita e alternativa ai grandi monopoli, tentando di vivere con sobrieta' e di consumare l'essenziale, contrastando un modello economico profondamente ingiusto e violento che crea esclusione e sfruttamento, accogliendo le opinioni degli altri, aiutando i profughi e i poveri, sia vicini che lontani, e pretendendo dai politici che votiamo una maggior sensibilita' a questi temi. Il cambiamento passa dalle nostre scelte quotidiane: sosteniamo la finanza etica, il commercio equo e solidale, il consumo critico, l'informazione alternativa, aderiamo a campagne di pressione o boicottaggio, adottiamo nuovi stili di vita, scegliamo la pace e la nonviolenza attiva, la partecipazione e l'impegno sociale e politico. Soprattutto, insegniamo ai nostri figli a ragionare con la propria testa, ad amare i loro fratelli piu' poveri e sfortunati e ad indignarsi di fronte alle ingiustizie. Insegniamo loro cio' che e' giusto, non cio' che conviene. Solo cosi' un'altra Europa sara' possibile. TOP |