PENA DI MORTE E GUERRA
di Gennaro Retrovati

Vorrei sottolineare, come e' gia' stato ricordato in questa riflessione a piu' voci sulla proposta di Lidia Menapace "per un'Europa neutrale e attiva, disarmata e smilitarizzata, solidale e nonviolenta", che l'Unione Europea sta dispiegando un'azione internazionale contro la pena di morte, e che il ripudio della pena di morte e' uno dei criteri forti per l'ammissione ad essa Unione degli stati che ne facciano richiesta. E questo, del processo istituzionale e legislativo di unificazione europea, e' uno dei punti di riferimento piu' apprezzabili (diremmo: il piu' apprezzabile in assoluto: il ripudio dell'uccidere essendo il fondamento primo della civile convivenza, ovvero: il riconoscimento, la garanzia e la promozione del diritto a esistere di tutti gli esseri umani essendo della civile convivenza il fine ultimo). Ebbene, poiche' la guerra consiste nell'irrogare feroce la morte a masse ingenti di esseri umani senza neppure la finzione di un processo, ne consegue che un ordinamento giuridico che all'irrogazione della morte si oppone anche quando consegue ad un procedimento giudiziario, a fortiori debba opporsi alla guerra, poiche' se la pena di morte e' sempre omicidio istituzionalizzato, la guerra e' cumulo di omicidi, crimine il piu' grande ed atroce. Cosicche' ci sembra che una retta intellezione del principio del ripudio della pena di morte non possa non implicare il ripudio altrettanto netto della guerra. Il che a sua volta comporta il ripudio di quegli strumenti e quelle strutture e quegli addestramenti alla guerra ordinati ed efficienti. E dunque mi pare che la proposta di Lidia Menapace, nella sua nitida radicalita' di dettato e profondita' di contenuto invero inveri e renda finalmente visibile e cogente quanto gia' e' implicito - e va quindi svolto - nel piu' alto dei principi su cui l'Unione europea si fonda; conciossiacosache' la proposizione, la promozione e l'attuazione di questa proposta e' semplicemente e palesemente un atto dovuto. Dovuto all'Europa, dovuto all'umanita'. Che al piu' presto si riesca a renderne consapevoli tutti; che al piu' presto si riesca a fare della scelta del non uccidere, della scelta della nonviolenza, non solo il cuore segreto ma anche la legge statuita e dotata di adeguati strumenti ed articolazioni sia normativi che amministrativi che operativi, talche' l'Unione europea possa - dopo secoli di storia di violenze e oppressioni inenarrabili - divenire artefice di pace, suscitatrice di convivenza e ausilio, promotrice dei diritti umani per tutti gli esseri umani.


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