UNA LETTERA AD ALCUNI PARLAMENTARI

Egregi signori, vorremmo segnalarvi la proposta avanzata da tempo da Lidia Menapace, prestigiosa figura della cultura e della vita civile italiana (gia' impegnata nella Resistenza, autorevole rappresentante dei movimenti delle donne, per la pace e per la nonviolenza), per una "Europa neutrale" che si impegni attivamente per la pace con mezzi di pace. Vorremmo chiedere un vostro intervento nella riflessione che sulla proposta di Lidia Menapace si sta svolgendo, oltre che in molte altre sedi, anche sul notiziario telematico quotidiano "La nonviolenza e' in cammino"...
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In particolare vorremmo sollecitare la vostra attenzione sui seguenti temi:
a) l'opportunita' che nel trattato noto come "Costituzione europea" in via di definizione sia inserita una formula equivalente all'articolo 11 della Costituzione italiana;
b) l'opportunita' di un impegno europeo a promozione e sostegno della Difesa popolare nonviolenta (impegno gia' entrato nella legislazione italiana con la legge di riforma del servizio civile del 1998);
c) l'opportunita' di un impegno europeo per una adeguata realizzazione dei Corpi civili di pace (impegno gia' assunto dal Parlamento europeo molti anni fa per impulso del compianto Alexander Langer, ma che fin qui e' restato perlopiu' affidato ad alcune esperienze di volontariato internazionale di ong ed onlus - Berretti bianchi, Caschi bianchi, Donne in nero, Operazione Colomba, etc.);
d) l'opportunita' della valorizzazione ed estensione delle esperienze dei Paesi che gia' da tempo hanno assunto la neutralita' come scelta di valore e posizione politica e giuridico-istituzionale opposta alla possibilita' della belligeranza, naturalmente una neutralita' attiva che sia impegnata per la gestione e risoluzione diplomatica, nonarmata e nonviolenta, dei conflitti e delle controversie internazionali.
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Vorremmo inoltre sollecitare la vostra attenzione sulle seguenti riflessioni:
a) la scelta dell'Unione europea di impegnarsi contro la pena di morte, fino a farne un vero e proprio criterio per l'adesione ad essa Unione, richiede che coerentemente a tale principio ci si impegni nelle relazioni internazionali al ripudio della guerra che, come nitidamente osservava Mohandas Gandhi, consiste nell'esecuzione di omicidi di massa;
b) la scelta dell'Unione europea di impegnarsi per l'inveramento della Dichiarazione universale dei diritti umani del 1948, con la consapevolezza che uno dei grandi contributi storici della cultura giuridica europea alla civlta' mondiale e' proprio l'impegno per i diritti umani, richiede che coerentemente ci si adoperi per garantire il primo e fondamentale di quei diritti: il diritto di ogni essere umano a vivere, e quindi a non essere ucciso;
c) la scelta dell'Unione europea di trovare nell'Onu un riferimento fondamentale, infine, richiede che ci si adoperi per rendere cogente e giuriscostituente l'opposizione al "flagello della guerra", sulla cui base i "popoli delle Nazioni Unite" - come recita il preambolo della Carta dell'Onu fondativa - hanno trovato la ragione dell'incontro e dell'unita', dell'impegno comune per la pace e la civile convivenza.
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Vorremmo inoltre sottoporvi le seguenti osservazioni:
a) la necessita', a nostro avviso, di scelte politiche di disarmo e smilitarizzazione, poiche' "da se stesse le armi tentano gli uomini" (Omero, Odissea, XIX, 13), ovvero il loro uso e la loro stessa presenza in quanto tale sempre minaccia e umilia e vulnera esseri umani, e la loro stessa produzione e disponibilita' implica la sottrazione di risorse necessarie al benessere dell'umanita', cosi' come il loro uso implica sempre oltre a sofferenze e morte di esseri umani, altresi' distruzione di risorse, e devastazioni dell'unica terra che abbiamo come casa comune per vivere;
b) la necessita', a nostro avviso, di costantemente e adeguatamente affermare e consolidare il legame che unisce pace, stato di diritto, democrazia, incontro e cooperazione tra i popoli e le istituzioni, diritti umani;
c) la necessita', a nostro avviso, di promuovere la democrazia con la democrazia e non con il suo opposto, l'oppressione; di promuovere la sicurezza con la sicurezza e non con il suo opposto, la minaccia; di promuovere il diritto con il diritto e non con il suo opposto, l'arbitrio; di promuovere la convivenza con la convivenza e non con il suo opposto, la dominazione, la cacciata, l'annientamento dell'altro; di promuovere l'umanita' con l'umanita' e non con il suo opposto, la disumanizzazione altrui e propria;
d) la necessita', a nostro avviso, che la nonviolenza diventi sempre di piu' principio giuriscostituente, ispirazione e scelta fondamentale e fondativa per l'Unione europea come soggetto che voglia impegnarsi a promuovere la vita, la qualita' della vita e i diritti dei suoi cittadini e di tutti gli esseri umani, la pace nel mondo, relazioni internazionali fondate sulla comprensione e la cooperazione tra i popoli, la difesa dell'ambiente, i diritti umani delle presenti e delle future generazioni. Vi saremmo assai grati di un vostro intervento...

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