L'AMICIZIA E LA MEMORIA
di Lidia Menapace

Prego Enrico Peyretti di far conoscere ad Anna Maria Bruzzone la mia gioia per vedere il suo nome (e quello di Anna Bravo) tra le persone interessate alla nostra impresa "neutralista". Quanto a Rosangela Pesenti e' straordinario che abbia trovato tempo e voglia di intervenire, so che per lei e' un periodo piu' difficile del solito (alla pura e semplice difficolta' costante e' allenatissima) e anche amaro. Grazie dunque. Rispondo in parte anche al pastore Bruno Giaccone. Certo non e' possibile non ricordare che qualsiasi nostra posizione politica anche la piu' generosa e' comunque sorretta da tante superfluita': ma da qualche parte bisogna pur cominciare; la condivisione individuale e' quella che ciascuno di noi cerca di praticare; ma non posso sottrarmi a un fastidioso sentimento di inutilita' e vergogna se non provo anche ad operare sulle cause profonde e generali dell'ingiustizia: e' quello che esprimo dicendo che quando incontro chi mendica per strada mi vergogno sia se si da' qualcosa sia se non si da' nulla.
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So che la neutralita' svizzera copre anche molto egoismo e magari anche interesse, una posizione politica puo' anche essere retta dall'utilita', e' gia' qualcosa. Tuttavia non posso dimenticare che il fratello di mio marito, che era antifascista e appena laureato, non voleva iscriversi al partito fascista e percio' non poteva insegnare (che era la professione scelta): e cosi' si rifugio' in Svizzera e la' insegno' per lunghi anni, divento' anche commentatore politico a radio Monteceneri (una radio ascoltata di nascosto anche nell'Italia del nord durante il regime fascista); quando torno' in Italia dopo la liberazione era cittadino svizzero (aveva le due nazionalita'), aveva sposato una ticinese, e porto' nella politica della sua regione (il Trentino) una grande passione autonomista e federalista, ed ebbe in patria riconoscimenti minori che fuori. Il futuro marito di mia sorella, essendo militare e non volendo andare con la repubblica di Salo', espatrio' in Svizzera e fu accolto pur essendo un disertore - come molti altri italiani. Secondo me queste cose debbono essere ricordate perche' - ad esempio - l'Italia non le ha fatte, durante il fascismo ovviamente no, ma nemmeno dopo.
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Quanto agli orari per l'incontro dell'8 novembre a Verona mi pare che prevalga l'inizio alle 11; io ho la possibilita' di essere comodamente a Verona prima, cioe' alle 10, e poiche' alcune persone mi hanno comunicato che volentieri si intratterrebbero con me per comunicazioni dopo la fine dei lavori, devo dire che dopo non mi e' possibile, ma invece posso ascoltare e incontrare chi volesse prima dell'inizio.
Abbracci, Lidia

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