RIFLESSIONE
di Maria Teresa Gavazza

Non e' facile inserirsi nel dibattito avviato da Lidia Menapace per un'Europa neutrale ed attiva, disarmata, smilitarizzata e nonviolenta. Dal Forum sociale europeo di Firenze il movimento di movimenti si e' presentato come il nuovo interlocutore degli Stati travolgendo ogni steccato ideologico e culturale. Il 4 ottobre a Roma sono tornati a parlare i cittadini, cosi' come sara' per il 14 novembre a Parigi. E' la seconda Europa, dopo quella degli Stati. Non e' disposta a tacere, ma vuole contribuire al grande progetto di un nuovo soggetto politico, tale da bilanciare l'impero americano. Sono due i punti di vista da cui partire: le donne e i giovani. Rappresentano gli esclusi dalla politica tradizionale, cosi' povera di idee e di speranze. La nuova resistenza si basera' sul dono e la gratuita', accompagnati da reti solidali nei piccoli paesi come nelle citta'. La rivoluzione antropologica del nuovo millennio sara' questa persona "inedita": un salto della specie umana che richiedera' grande creativita' per inventare nuove forme della politica, ma anche intelligenza critica per costruire culture che affondino nel nostro piu' ricco passato per aprirsi a sperimentazioni globali. Vorrei sognare cosi' un'Europa che possa superare le contraddizioni del Novecento per ricominciare a lottare.