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SULLA PROPOSTA DI LIDIA MENAPACE, CON UNA POSTILLA GIURIDICA
di Annibale Furatocchi
Vorrei esprimere il mio consentimento alla proposta formulata da Lidia Menapace per un'Europa neutrale e attiva, disarmata e smilitarizzata, solidale e nonviolenta. Spero che essa proposta, come e' stato da piu' parti auspicato, si traduca al piu' presto in un'incisiva iniziativa politica, legislativa, istituzionale ed amministrativa, oltre che culturale ed educativa in senso forte, che ottenga quei concreti risultati di cui vi e' grande, urgente bisogno. Auguro che si realizzi una convergenza ampia di soggetti diversi che renda questa proposta elemento unificante e propulsivo per un'iniziativa che coinvolga movimenti ed istituzioni di tutta Europa affinche' la scelta della nonviolenza divenga motore e cuore del processo di unificazione politica europea e caratterizzi l'Unione come attore istituzionale che informi la sua azione internazionale e la sua specifica legislazione (e quindi anche le sue strutture deputate alla sicurezza, alla difesa, alla cooperazione) al fine della promozione della pace, della democrazia, dei diritti umani, esclusivamente attraverso mezzi coerenti con tali fini, ed in primis con l'affermazione e l'inveramento, nella teoria e nella pratica, del ripudio della guerra, principio sancito fin dal preambolo della Carta delle Nazioni Unite e gia' incluso ad esempio nella Costituzione italiana (e tragicamente ancora disatteso in tutto il mondo con grave nocumento e incombente pericolo per l'umanita' intera). Rilevo en passant che nel momento in cui si va all'unificazione di entita' giuridiche gia' dotate di propria sovrana legislazione, vige il principio della salvaguardia dei diritti gia' acquisiti, talche' il fatto che almeno l'Italia abbia gia' sancito nella propria Costituzione il ripudio della guerra dovrebbe essere ragion sufficiente affinche' tale principio venga confermato nella Costituzione europea. Cosi' vuole la civilta' giuridica, cosi' e' voto comune delle genti.
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