UN CONTINENTE NEUTRALE
di Lidia Menapace

Un continente neutrale impiega diversamente le risorse: poiche' pratica il disarmo unilaterale, deve avere un contestuale progetto di riconversione dell'industria degli armamenti: e' probabile che una buona parte potra' essere non troppo difficilmente riconvertita in un programma diffuso di protezione civile, non intesa solo come intervento durante o dopo le calamita' (peraltro il mutamento del clima rende necessario anche questo tipo di operazioni di emergenza), ma soprattutto a prevenire le sciagure con un attento controllo sulla pericolosita' degli insediamenti in zone franose o soggette a valanghe, nelle golene dei fiumi, per l'eccesso di cementificazione stradale ecc. Molti mezzi pesanti e cingolati dell'esercito potranno essere riconvertiti per avere un programma europeo di governo del territorio contro incendi, desertificazione, per un uso corretto di parchi, conservazione della flora e fauna di pianura collina montagna laghi fiumi e mari; riconversione a uso pacifico di aree militari e fabbricati dell'esercito marina aviazione dismessi ecc. Si prospetta un intero ciclo di lavori utili e di spazi recuperati ad usi pacifici di relax sport attivita' fisiche ecc. Inoltre il continente neutrale avra' un servizio civile per sopperire ai bisogni non soddisfatti dal mercato e non assumibili direttamente dalla mano pubblica per il loro carattere intermittente non redditizio ecc. Il servizio civile puo' essere pensato come obbligatorio gratuito o remunerato o fatto valere come titolo per il mercato del lavoro, per l'accesso a studi superiori o specialistici, non deve essere sostitutivo di lavori regolarmente organizzabili dal mercato del lavoro ne' da erogare al posto di diritti riconosciuti dagli stati o dal continente stesso (sanita' scuola pensioni servizi sociali ricerca trasporti viabilita'). Alcuni sostengono che un programma di servizio civile obbligatorio si configurerebbe come schiavitu' (lavoro non pagato): con una legge si potrebbe sanare la questione, includendo naturalmente anche il lavoro domestico e di cura erogato gratuitamente da sempre dalle donne, "schiave" secondo questa teoria. A me va bene. Infine un addestramento di difesa popolare nonviolenta e nonarmata e' pure da prevedere e da organizzare. Poiche' sappiamo che la questione energetica e' fonte e causa di conflitti e ormai le guerre si fanno per il petrolio - come all'inizio del secolo scorso per l'energia idroelettrica (questa e' la vera ragione del confine al Brennero per l'Italia nel 1918) - una buona quota delle risorse tolte agli armamenti sara' destinata alla ricerca e sperimentazione di produzione di energie pulite e in particolare - per il traffico - di motori a idrogeno. Sul terreno dei rapporti internazionali il continente europeo una volta unificato in forma di stato continentale (Unione Europea) avrebbe titolo per chiedere l'ammissione alle Nazioni Unite, e con il peso della sua storia potrebbe avviare una riforma delle stesse: tra l'altro per cancellare i residui della seconda guerra mondiale che ne inficiano l'efficacia, ne minano l'autorevolezza, e conservano traccia del potere fondato sulle armi invece che sul diritto. Per questo si propone una riforma delle Nazioni Unite che rafforzi i poteri dell'assemblea, ammetta ad essa anche rappresentanze di organizzazioni non statali, renda il consiglio di sicurezza tutto a rotazione, tolga il diritto di veto ai vincitori della seconda guerra mondiale e lo trasferisca correttamente - secondo l'origine dell'istituto del diritto di veto – dai potenti ai deboli, cioe' dai vincitori ai paesi impoveriti. Inoltre dalle Nazioni Unite prende avvio - dopo questa riforma – anche l'istituzione del tribunale internazionale per i crimini contro l'umanita' (guerra e terrorismo), e di una apposita magistratura e polizia internazionale.

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