CON CHIAREZZA E CON FORZA
di Maria G. Di Rienzo

Un apologo hindu: un agricoltore va da un monaco e si lamenta delle sue sventure. Nonostante abbia scavato un buco al giorno nel suo campo, per dieci giorni di seguito, non ha portato alla superficie una sola goccia d'acqua. Concentrati su un buco solo, risponde il monaco, ma scavalo piu' profondo che puoi. L'agricoltore segue il consiglio, e trova l'acqua.

La lezione e' ovvia: occuparsi di troppe istanze, o saltare da una piattaforma all'altra, non sono d'aiuto per ottenere risultati; e' meglio se ci concentriamo sul rafforzare ed approfondire il nostro impegno nonviolento, un passo alla volta, una cosa alla volta, con chiarezza e forza.

Il gruppo che ha lavorato l'8 dicembre a Venezia attorno alla proposta di Lidia Menapace, "per un'Europa neutrale, disarmata, nonviolenta", e che continuera' a lavorarci nei prossimi giorni, ha risposto a questa chiamata positiva. All'orizzonte vi e' il disarmo mentale, culturale e concreto della nostra societa' umana, e la creazione di un'alternativa nonviolenta. Nell'immediato, vi sono azioni tese ad aprire un dialogo creativo con chi, come Prodi, ha prodotto documenti sulla futura direzione politica europea includendo in essi un esplicito richiamo alla pace. Poiche' e' paradossale parlare di pace, liberta' e giustizia, e nel contempo giudicare ineluttabile la guerra, noi inviteremo Romano Prodi ad incontrare Lidia e quanti/e con lei vorranno far parte della delegazione, per discutere di questo, tenendo fermo il nostro scopo, ovvero l'inclusione del diritto alla pace e del ripudio della guerra nella Costituzione europea.
Per costruire la nonviolenza nelle nostre vite non possiamo correre dietro alle ombre: dobbiamo ricordare che la paura (di morire, di perdere cio' che si ha) e' un potente motivatore della violenza fra gli stati e fra i differenti settori delle societa'. Oggi il mondo basa le relazioni fra persone sul terrore, sul dominio e sulla concentrazione delle risorse in
poche mani. Molta della "giustificazione" fornita a questo stato di cose viene da trattati, accordi, costituzioni, eccetera. Un'Europa neutrale puo' diventare un insegnamento nonviolento, un primo significativo passo verso una diversa direzione. I piccoli inizi, pazienti e persistenti, conducono ai grandi eventi. Questo e' cio' che Cesar Chavez chiamava "la chimica della nonviolenza", cio' che Barbara Deming chiamava "il genio della nonviolenza".






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