RIFLESSIONE
di Elisabetta Caravati

La guerra contro l'Iraq ha diviso i governi europei impedendo all'Europa di agire in modo responsabile ed efficace. Allo stesso tempo decine di milioni di cittadini europei hanno dato voce ad un'Europa dei popoli unita attorno ai valori della pace, della giustizia e del diritto internazionale dei diritti umani. Il mondo e' in uno stato di pericolo, i rischi sono terribili, la posta in gioco elevatissima, e noi non possiamo accettare il silenzio e l'inazione dell'Europa, se i governi restano divisi, i cittadini europei hanno la responsabilita' di unirsi e di agire con determinazione e lungimiranza per dare vita ad un'Europa che si metta al servizio della pace e della promozione del bene comune mondiale. Un'Europa capace di affrontare le grandi sfide aperte mettendo un freno al dilagare della guerra, dell'ingiustizia, del terrorismo e del crescente disordine internazionale.
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Occorre agire subito. Abbiamo bisogno urgente di un'Europa decisa a costruire e affermare se stessa come soggetto politico di pace, autonomo e indipendente; determinata a costruire un ordine mondiale piu' giusto, pacifico e democratico centrato sulle Nazioni Unite e sul diritto internazionale dei diritti umani; decisa a combattere la fame, la sete, le malattie e la poverta', promuovendo un'economia di giustizia; decisa a contrastare ogni piano di "guerra infinita", di "scontro di civilta'" o di terrorismo; per costruire nel Mediterraneo, nei Balcani e nel Medio Oriente una comunita' di pace; impegnata a ridefinire coerentemente i suoi rapporti di amicizia e cooperazione con tutti i paesi vicini, con gli Stati Uniti, con il mondo arabo e con il resto del mondo. Il mondo ha disperato bisogno di una nuova Europa e noi, cittadini europei, consapevoli delle nostre grandi responsabilita' storiche, vogliamo lavorare insieme affinche' l'Europa che stiamo costruendo si metta realmente a servizio della pace, della giustizia e della democrazia internazionale. Nessuno resti a guardare.


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