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Esercito in Crisi!
Cammino Lento, Martoriato, ma Deciso degli Obiettori di Coscienza per una Difesa Popolare Nonviolenta Alternativa a quella Militare
di p. Angelo Cavagna, Dehoniano, GAVCI


Il problema della Leva Militare si presenta oggi attraversato da fermenti nuovi. Ad esempio siamo alla vigilia dell'attuazione della legge 331/2000 sull'esercito professionale (inizio previsto: 1 gennaio 2005), per cui i giovani che vogliono potranno scegliere liberamente il mestiere delle armi come una qualsiasi altra professione.

C'è la legge 64/2001 sul servizio civile volontario, in Italia o all'estero, divulgato con forza dal governo anche attraverso i vari mezzi di comunicazione di massa, già funzionante.

Al contrario, l'obiezione di coscienza (OdC) al servizio militare sembra in crisi e quasi destinata a sparire.

A guardar bene le cose, però, chi è veramente in crisi è l'esercito; e proprio a causa del fenomeno degli OdC.

L'esercito è in crisi

Probabilmente nemmeno i primi OdC, come Pietro Pinna mezzo secolo fa, o Fabrizio Fabbrini primo obiettore cattolico e gli altri, osavano sperare in uno sviluppo così rapido e consistente delle loro idee e del movimento che ne è seguito, fino a minare il sistema e l'idea stessa del militare.

Intorno all'anno 2000 il numero dei giovani italiani di leva che si dichiaravano obiettori tendeva ad equiparare il numero di chi accettava il militare, con la differenza che gli obiettori aumentavano di 10-20 mila all'anno. Di questo passo era prevedibile una riduzione degli effettivi dell'esercito a livelli del tutto inadeguati.

L'esercito e la maggioranza dei politici, sia di destra o di centro o di sinistra, sono corsi ai ripari varando la legge 331/2000 per un esercito di volontari superpagati e con privilegi occupazionali nei vari ministri e nelle strutture pubbliche. Senonchè, quasi tutti gli eserciti professionali faticano a trovare un numero di soldati volontari adeguato, nonostante l'apertura alle donne. Ad esempio, la Camera dei Lords in Inghilterra ha legiferato che i condannati alla galera possono uscire benissimo: basta che vadano nell'esercito. Gli USA hanno aperto l'esercito agli immigrati i quali, dopo cinque anni di servizio militare volontario, acquistano la cittadinanza americana. Ora ammettono anche gli omosessuali dichiarati. Gli spagnoli sono andati a prendere i discendenti dei loro antenati colonialisti in America latina: anch'essi, dopo cinque anni di soldato volontario, acquistano la cittadinanza spagnola.

Per tali ragioni,anche il ministro della Difesa italiano Martino fa ipotesi su ipotesi: arruolamento volontario dei terzomondiali con diritto alla cittadinanza;ricorso alle truppe mercenarie, che già esistono, costano meno e sono più efficienti (pagina intera de La Repubblica); ritorno alla leva obbligatoria. Insomma, non sanno più che pesci prendere.

Intanto il governo, per pagare i soldati inviati in Iraq aveva deciso di prelevare i soldi della cooperazione internazionale. Senonchè le ONG di volontariato hanno protestato, e con loro molti altri, cosicché tale misfatto sembra scongiurato.

E gli obiettori?

Occorre subito sfatare l'opinione diffusa nella quasi totalità della gente, giovani e non giovani, che con l'attuazione dell'esercito professionale verrà abolita la leva obbligatoria e, di conseguenza anche l'OdC al servizio militare. E' falso!

Basta citare la legge 331/2000, che al n.6 dell'art 1 dice testualmente: "Le forze armate sono organizzate su base obbligatoria e su base professionale ." All'Art 2 comma 1, lettera f) si specifica: "Personale da reclutare su base obbligatoria, salvo quanto previsto dalla legge in materia di obiezione di coscienza, nel caso in cui il personale in servizio sia insufficiente.nei seguenti casi:

1) qualora sia deliberato lo stato di guerra ai sensi dell'art 78 della Costituzione; 2) qualora una grave crisi internazionale, nella quale l'Italia sia coinvolta direttamente o in ragione della sua appartenenza ad una organizzazione internazionale, giustifichi un aumento della consistenza numerica delle Forze Armate". Infine,sempre l'articolo 2, comma 2, aggiunge: “Il servizio militare obbligatorio nei casi previsti dalla lettera f) del comma 1 ha la durata di dieci mesi, prolungabili unicamente in caso di deliberazione dello stato di guerra".

Evidentemente, da quanto scritto nella legge 331/2000 risulta chiaro che la leva obbligatoria non è per nulla abolita, ma semplicemente "sospesa". Così pure, la medesima legge cita esplicitamente la necessità di dichiararsi obiettore per chi non voglia correre il rischio di venire assoldato obbligatoriamente proprio in caso di guerra, per di più con possibilità di prolungamento indefinito.

E' vero invece che il governo, sia l'attuale e sia i precedenti, ha sempre fatto di tutto per contrastare, snaturare, comprimere, dissolvere il "movimento obiettori". Il primo e più sintomatico attacco ai veri obiettori è stata l'abolizione delle 2000 lire al giorno a testa per i corsi di formazione.

Il vero motivo non era quello ufficiale della "mancanza di fondi", ma , come mi disse un funzionario del Lavadife: "Cosa insegnate in questi corsi?"; ossia: la cultura di pace e nonviolenza, la Difesa Popolare Nonviolenta organizzata, alternativa alla cultura militare della difesa armata o di sterminio.

Ciò che non capiscono o non vogliono capire la maggior parte dei politici, degli intellettuali, dei giornalisti,ecc.. è che esiste l'alternativa alla guerra e al "sistema di guerra", che la Difesa Popolare Nonviolenta non è passività e non è utopia, che va completata la "Via istituzionale alla pace" (La Pira "Pax ex Jure"- "Pace dal diritto"), ossia che va riformata radicalmente l'ONU con "Elezioni Mondiali" e vero "Governo Sopranazionale" con "Magistratura e Tribunale Internazionali Indipendenti", con conseguente "abolizione di Tutti gli Eserciti Nazionali o Continentali (uso “omicida" della forza)” come furono aboliti quelli cittadini e regionali al formarsi degli Stati nazionali. In altre parole, occorre una "VERA ONU", dotata anche di un "Corpo di Polizia Internazionale" (uso “non omicida" della forza, con struttura e formazione finalizzate alla eliminazione dell'avversario), come ha lucidamente scritto un personaggio di grande cultura ed esperienza militare, il gen Bruno Loi: "Non si possono mandare gli eserciti a fare azioni di polizia internazionale. La polizia, anzi dovrebbe essere dotata di armi intrinsecamente non letali”.

Ancora oggi è in atto uno dei tentativi più subdoli e deleteri per ridurre al minimo la dimensione numerica del movimento-obiettori, nel senso che l'obiettore che può esibire una richiesta scritta di assunzione da parte di un datore di lavoro viene lasciato a casa, senza fare un giorno né di militare né di servizio civile. Questo non è applicare la legge-obiettori, come dovere del governo, ma boicottarla.

Comunque il militarismo non l'avrà vinta. La società civile è viva. Le Leggi 230/1998 e 64/2001 parlano chiaro di "difesa non armata e nonviolenta,alternativa alla difesa militare".

Quindi anche il servizio civile include la finalità, la formazione e l'impiego di volontari per un servizio di pace e nonviolenza. Già esistono gruppi formati e consistenti di obiettori e volontari/e (Caritas, Papa Giovanni XXIII, FOCSIV, GAVCI ecc..) impegnati in missioni di pace all'estero come caschi bianchi. Recentemente si è formata attorno all'associazione "Berretti Bianchi" una folta rete nazionale di associazioni che operano per l'attuazione di Corpi Civili di Pace a livello nazionale ed europeo.

E’ ora di voltar pagina, di chiudere la storia di un mondo di guerre e atrocità immani, per lo più causate da interessi ignobili. C'è tutto un movimento mondiale, composto da giovani ma non solo, deciso a costruire una civiltà davvero umana: la civiltà dell'amore.

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