La Grande Pattumiera del Mondo
di Vandana Shiva
Tratto da La Nonviolenza e in Cammino
[Dal sito della Libreria delle donne di Milano (www.libreriadelledonne.it) riprendiamo il seguente articolo apparso sul quotidiano "L'Unita'" il 6 dicembre 2004. Vandana Shiva, scienziata e filosofa indiana, direttrice di importanti istituti di ricerca e docente nelle istituzioni universitarie delle Nazioni Unite, impegnata non solo come studiosa ma anche come militante nella difesa dell'ambiente e delle culture native, e' oggi tra i principali punti di riferimento dei movimenti ecologisti, femministi, di liberazione dei popoli, di opposizione a modelli di sviluppo oppressivi e distruttivi, e di denuncia di operazioni e programmi scientifico-industriali dagli esiti pericolosissimi. Tra le opere di Vandana Shiva: Sopravvivere allo sviluppo, Isedi, Torino 1990; Monocolture della mente, Bollati Boringhieri, Torino 1995; Biopirateria, Cuen, Napoli 1999, 2001; Vacche sacre e mucche pazze, DeriveApprodi, Roma 2001; Terra madre, Utet, Torino 2002 (edizione riveduta di Sopravvivere allo sviluppo); Il mondo sotto brevetto, Feltrinelli, Milano 2002. Le guerre dell'acqua, Feltrinelli, Milano 2003]
L'India e' stata letteralmente inondata di granate e razzi inesplosi ed esplosi provenienti dall'Iraq e dall'Afghanistan e destinati al riciclaggio come rottami metallici nel momento stesso in cui la sua industria del ferro e dell'acciaio viene distrutta dalle politiche di liberalizzazione e privatizzazione dei commerci. Quanto e' accaduto nel settore del ferro e dell'acciaio sta accadendo anche nel settore dell'agricoltura. Il governo sta rapidamente attuando politiche volte a liberalizzare il commercio agricolo e che stanno uccidendo i nostri agricoltori e distruggendo la nostra agricoltura. Oltre 25.000 contadini si sono tolti la vita quando si sono trovati preda dei debiti a seguito del lievitare dei costi di produzione e del crollo dei prezzi dei prodotti agricoli. E nel momento stesso in cui le granate vengono importate come rottami metallici mentre l'industria del ferro e dell'acciaio viene deliberatamente distrutta, gli organismi geneticamente modificati (Ogm) - l'equivalente in agricoltura delle granate inesplose - vengono introdotti malgrado il loro costo elevato per i contadini e gli alti rischi per l'ambiente. Nei due anni in cui e' stata piantata la prima coltura geneticamente modificata, il cotone Bt [cotone geneticamente modificato con il bacillus thuringiensis - ndt], la resa e' stata inferiore alla norma. Non di meno il governo - il Partito del Congresso al pari del Bharatiya Janata Party prima di lui - ripete il ritornello falso dei raccolti elevati e del fatto che gli Ogm sono necessari per risolvere il problema della fame. Sono appena tornata da un viaggio nell'Uttaranchal, in zone nelle quali si conservano i semi e si pratica l'agricoltura organica. Aziende agricole a input zero producono oltre tre tonnellate di riso greggio o oltre cinque tonnellate di amaranto, di dagussa e di caiano o oltre 15 tonnellate di frutta - guaiavi, banane, aranci, limette, pompelmi, manghi - per acro. Al contrario, per quanto riguarda il cotone Bt, a fronte di un raccolto promesso di una tonnellata e mezzo, la resa e' stata di appena 200 chilogrammi. E i contadini invece di vedere incrementato il loro reddito di 220 dollari per acro hanno subito perdite per 130 dollari l'acro. Al cospetto del crescente numero di suicidi tra i contadini indebitati e del fallimento sempre piu' marcato delle colture a causa di semi non sperimentati, inadatti e non necessari venduti dalle multinazionali il cui solo obiettivo e' quello di metterci in una situazione di dipendenza per quanto riguarda le sementi, il governo - qualunque governo responsabile dovrebbe porre fine alla vendita di semi geneticamente modificati. Gli Ogm sono un modo sicuro per distruggere la nostra sovranita' e democrazia in materia di semi. Invece delle migliaia di colture di cui ci nutriamo, la nostra agricoltura verra' ridotta ai soli quattro raccolti geneticamente modificati attualmente commercializzati su scala significativa: soia, mais, cotone e canola. Invece delle caratteristiche di resistenza alla siccita', di resistenza alle inondazioni, di resistenza alla salinita', invece dell'aroma e del gusto, invece delle caratteristiche nutrizionali e sanitarie per le quali i nostri contadini hanno selezionato centinaia di migliaia di varieta', gli Ogm hanno solamente due caratteristiche: resistenza agli erbicidi e presenza delle tossine Bt. Entrambe le caratteristiche incrementano i livelli di tossine nei nostri alimenti e nell'agricoltura. Entrambe non sono sostenibili in quanto invece di controllare le erbacce e gli insetti nocivi, creano "super erbacce" e "super insetti nocivi". Invece di 600 milioni di donne indiane che tenendo i semi nelle loro mani li risparmiano e li selezionano con cura e intelligenza, una multinazionale, la Monsanto, diventa "proprietaria" dei nostri semi, spesso tramite la bio-pirateria - come nel caso del brevetto EP 445929 su una varieta' di frumento indiana concesso dall'Ufficio Europeo Brevetti ma revocato lo scorso ottobre come era gia' accaduto in precedenti casi di bio-pirateria con il neem e il basmati - impoverendo contadini gia' poveri che si vedono costretti a pagare i diritti per i semi o minacciando di multarli per furto di proprieta' intellettuale dopo che la Monsanto ha diffuso i suoi geni tossici mediante impollinazione - come e' accaduto a Percy Schemiser, un agricoltore canadese citato in giudizio dalla Monsanto per violazione di brevetto quando il suo campo e' stato contaminato con la canola della Monsanto "pronta al raccolto" che ha rovinato la purezza della sua coltivazione. La dittatura dei semi e l'imperialismo genetico sono stati respinti dalla maggior parte dei Paesi. In appena quattro Paesi si trova il 94% di tutti i semi geneticamente modificati piantati.
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