"Durante ogni generazione, narra il testo letto dagli ebrei durante il Seder, il pasto rituale di Pesach (Pasqua), un Faraone si erge per renderci schiavi o distruggerci. Durante ogni generazione, ogni essere umano deve guadagnare di nuovo la propria liberta'". L'esercito del Faraone si e' mostrato ieri nelle metropolitane londinesi, ma da troppo tempo si mostra in ogni parte del mondo. Il Faraone d'Egitto defini' "straniero" un popolo perche' differiva in linguaggio e religione dalla maggioranza e lo dichiaro' un pericolo per la sua nazione e per il suo governo. Migranti e profughi odierni conoscono bene questa storia. Il Faraone d'Egitto teneva tutta la ricchezza del paese nelle proprie mani, e in quelle dei suoi accoliti fra cui c'erano i sacerdoti di palazzo, il cui compito era spiegare al popolo che quel ladrocinio era permesso e voluto dagli dei. E quindi oggi il Faraone dice che parla con dio, che dio lo ispira, che la guerra e' santa, che il massacro degli innocenti ha alta e nobile causa. Oggi come allora e' drogato dal suo stesso potere: non intende fermarsi. Oggi il Faraone e' un amalgama di tre elementi: un governo che cerca di controllare il mondo intero, in special modo le sue risorse petrolifere; le corporazioni economiche che hanno mutato i lavoratori in schiavi e spargono veleni sulla terra e negli oceani; e le fazioni religiose/politiche che proclamano di avere l'unica verita', quella che va bene per tutti e nel cui nome si possono compiere gli atti terroristici piu' efferati, fazioni che idolatrano la ricchezza ed il potere, che esercitano tirannia sulle scelte morali delle persone. Sulle strade irachene, il Faraone ha preso centinaia di giovani, uomini e donne, e li ha rimodellati all'interno del suo esercito, dove hanno perso la vita, o gli occhi, o le gambe e le braccia. Ha preso migliaia di iracheni nelle loro citta', e costoro hanno perso la vita, e occhi e gambe e braccia, e parenti, e case, e futuro. L'esercito del Faraone fa guerre, mette bombe, costruisce prigioni, avvelena suolo ed aria e acqua. A volte le sue armi non sono immediatamente riconoscibili: un tempo egli annegava i bambini nel Nilo, oggi purche' le corporazioni economiche non perdano un centesimo dei loro luridi guadagni li annega nei veleni, li lascia morire di aids, di fame, di abbandono. Ma le levatrici rifiutarono di annegare i neonati come il Faraone ordinava: il loro fu uno dei primi atti di disobbedienza civile che sia registrato nella storia, una risposta nonviolenta.
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Disarmare il terrorismo e' infatti uno scopo che non si puo' raggiungere attraverso la guerra, per distruggere le nazioni "cattive". Mettere fine al terrorismo richiede invece un cambiamento d'attitudine nella maggior parte delle nazioni militarizzate: richiede il rigetto della violenza, e l'impegno per il cambiamento nonviolento. Mettere fine alla poverta', ricostruire la fiducia nel futuro per tutti i popoli al mondo, riconvertire le nostre economie drogate da armi, petrolio e avidita'. Cosi' come le differenze sono state manipolate per giustificare odio, terrore, violenza e guerra, noi dobbiamo maneggiarle per creare una nuova visione, che abbia la forza della profezia. Il sentiero aspetta che noi lo percorriamo, il fiume attende la nostra traversata. Per crescere e cambiare e costruire quella terra promessa in cui i corpi non giacciono spezzati sull'asfalto, macchiati di sangue, in cui le mani non sono costrette in manette e i volti sono liberi di ricevere i baci del sole, della pioggia e delle persone amate. Quella terra promessa che vive in ciascuna e ciascuno di noi.
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In questi tempi terribili, di fronte all'ennesimo massacro perpetrato a Londra, sento di dover ringraziare chiunque abbia scelto la nonviolenza, chiunque abbia respinto l'odio. Possiate voi che lo avete fatto sentire e vivere la pace in ogni momento della vostra vita, e possa ciascuna e ciascuno di voi fare sagge scelte, che portino pace al mondo. Insieme possiamo discernere fra la rabbia nelle nostre menti e la saggezza nei nostri cuori, e avere il coraggio di agire giustamente. Possa ciascuna e ciascuno agire per il bene di tutte le persone, in tutte le nazioni, nel disegnare il nostro futuro collettivo come famiglia globale. Con questo ringraziamento, io proclamo che la via della nonviolenza e' piu' forte e duratura di qualsiasi altra scelta. Io vi ringrazio, perche' soffiate la vita mutevole attraverso la polvere fredda e sterile dell'odio, e perche' anch'io respiro il vostro respiro.
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