LA DICHIARAZIONE FINALE DEL FORUM CONTADINO-INDIGENO A CANCUN
Dal quotidiano "Il manifesto" del 12 settembre 2003 riportiamo questa dichiarazione.

Le organizzazioni provenienti da tutte le regioni del mondo, partecipanti al Forum internazionale contadino e indigeno di Cancun esprimono la loro posizione di fronte alla quinta Conferenza ministeriale del Wto.
1) Esigiamo che l'Organizzazione mondiale del commercio non si occupi di agricoltura. Che l'alimentazione, cosi' come la salute e l'educazione, non siano oggetto di accordi commerciali che beneficiano solo alcune imprese transnazionali e distruggono le nostre economie, la vita e il futuro dei popoli indigeni, dei contadini, e delle agricolture familiari. La liberalizzazione commerciale dei prodotti agricoli ha favorito l'incremento della poverta' e della fame nel mondo.
2) La sovranita' alimentare dei popoli deve essere il principio guida delle politiche internazionali, basato sul diritto dei popoli a produrre i propri alimenti in forma sostenibile, in linea con le proprie tradizioni e la difesa delle proprie risorse naturali e della biodiversita'.
3) Esigiamo urgentemente che si stabiliscano politiche e programmi di appoggio alle catene agroalimentari strategiche dei piccoli e medi produttori per proteggerle dall'attacco delle imprese transnazionali. Si adottino quindi nuove politiche pubbliche di orientamento per i mercati agricoli, a livello nazionale ed internazionale, che contribuiscano a generare gli equilibri adeguati nella produzione e distribuzione di alimenti, l'accesso alla terra dei popoli indigeni e contadini, perche' possiamo vivere con dignita'.
4) Ci opponiamo alla produzione ed importazione di alimenti e semi transgenici che mettono in pericolo la salute, alterano gli ecosistemi, pregiudicano i nostri semi e causano dipendenza economica e tecnologica. Al contrario di quanto dicono le imprese transnazionali beneficiarie, come Monsanto, questi prodotti non risolvono il problema della fame e generano un monopolio dei semi e dei prodotti.
5) Rifiutiamo qualsiasi compromesso o accordo internazionale che voglia appropriarsi delle conoscenze, delle risorse genetiche, dei semi, delle tradizioni e della tecnologia contadina e indigena, come invece vorrebbe imporre il Wto attraverso gli accordi sulla proprieta' intellettuale. Ci opponiamo a qualsiasi forma di brevetto sulla vita, perche' questi semi sono il patrimonio dei popoli a beneficio dell'umanita'.
6) Ci opponiamo all'Accordo sui beni e servizi del Wto che pretende di privatizzare e porre in mano straniera tutti i beni pubblici. Difendiamo i nostri diritti, le nostre comunita' e nazioni, i loro territori, suoli, acque, boschi e risorse naturali. Organizziamo la nostra lotta perche' si ottengano migliori e suffficienti servizi di educazione e di salute per le nostre popolazioni.
7) Convochiamo tutte le forze sociali delle campagne e delle citta', i governi, i legislatori, a partecipare a questo grande sforzo per un altro mondo piu' giusto e umano, basato sulla costruzione di un nuovo ordine mondiale alimentare che abbia come priorita' abbattere la fame ed ottenere una vita degna per tutte e tutti in una prospettiva di sovranita' delle nostre nazioni.
Cancun, Quinatan Roo, Messico, 10 settembre 2003

Da La nonviolenza è in cammino

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