Koeln G8: 19 giugno 1999

In tarda mattinata, nelle strade del centro di Koeln, si snoda la catena umana organizzata da Jubilee 2000 per la cancellazione del debito dei paesi poveri, sono migliaia le persone che si prendono per mano a simboleggiare una solidarietà popolare e globale verso quei paesi del terzo mondo che si dibattono tra la fame, la miseria e le guerre intestine. Senza alcuna possibilità di restituire gli interessi sul debito, pur avendo già restituito molte volte l’ammontare delle somme ottenute.

Dal palco, dove si conclude la manifestazione, il Prof. M.D. Nanjundaswamy, Presidente del KRRS parla ai presenti:

- In questo storico evento di diretto confronto tra le forze del potere di governo centralizzato e le forze in rappresentanza del popolo, noi partecipanti a questa Carovana Intercontinentale per la Solidarietà e la Resistenza, i contadini Indiani, i rappresentanti dei pescatori Indiani, degli indigeni Adivasis, e anche i movimenti dal Brasile, Messico, Colombia, Nepal, Pakistan, Chile, Bangladesh, Ukraina, Argentina, ecc. siamo venuti qui per incontrare i movimenti popolari dell'Europa e sottolineare la necessità di una maggiore solidarietà. Siamo venuti qui per costruire ponti tra la gente che pretende un futuro, che disobbedisce alle istituzioni che gestiscono l'odierno sistema auto-distruttivo del governo globale dell'economia, della politica e delle strutture militari, e che vuole riprendersi il potere nelle proprie mani per costruire un mondo diverso. Un mondo dove la popolazione locale abbia il controllo della propria economia locale, dove il potere politico ed economico centralizzato scompaia, dove la crescita economica e l'aumento dei consumi lascino il posto alla qualità della vita e all’eguaglianza degli obiettivi sociali, dove il militarismo e l'aggressione diventino brutti ricordi del passato. Noi non vogliamo il denaro dell'Occidente, le tecnologie o gli "esperti" che ci impongano il loro modello di sviluppo. Noi rifiutiamo anche di essere usati come strumenti politici per ottenere dalle élites riforme da noi mai richieste. Noi vogliamo solamente organizzare le nostre forze e unirle alle forze degli altri movimenti del Nord e del Sud per recuperare il controllo sulla nostra esistenza. Noi non stiamo lavorando per ottenere un posto alla tavola globale dei negoziati, ne tantomeno per fare una rivoluzione violenta. Stiamo solo lavorando ad un processo a lungo termine per la costruzione di un mondo diverso, per un mondo che si realizzerà a partire dal locale verso il globale e attraverso un cambiamento nei valori e nelle scelte quotidiane di milioni di persone. Comunque, noi nel Sud sappiamo che queste azioni isolate e strettamente simboliche, questi tentativi per costruire delle alternative popolari non sono sufficienti per demolire il potere che gira intorno al Nuovo Ordine Mondiale e la bramosia di dominare, specialmente nel contesto dei ravvicinati e previsti tentativi di introdurre una versione estesa dei Trattati per un " Libero" Commercio, di espandere il potere delle multinazionali, di rafforzare la loro propietà privata sulle forme di vita, attaverso il cosiddetto "Millenium Round" che inizierà durante la prossima conferenza dei ministri del WTO che si terrà a Seattle, nel novembre del 1999. Quindi il nostro appello è che un più efficacemente organizzato e concordato tentativo, sia per azioni dirette che per la costruzione di alternative popolari, sia l'Agenda post-Carovana per combattere simili iniziative. Vi invitiamo a partecipare alla seconda conferenza dell'Azione Globale dei Popoli, a Bangalore in India nel prossimo agosto, per discutere e coordinare questi sforzi. Mettiamo insieme le nostre mani e le nostre teste per la lotta comune. -

Dalla cronaca della Coarovana Intercontinentale per la Solidarieta' e la Resistenza, di Maurizio Cucci

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