Verbale 6° assemblea nazionale Berretti Bianchi
Bologna Domenica 3 aprile 2005
Inizio lavori ore 11.
Presenti:
Alberto L&Mac226;Abate
Fabiana Bruschi
Silvano Tartarini
Alberto Grampied
Maria Gaias
Maurizio cucci
Carla Biavati
Licio Lepore
Paolo Zammori
Gigi Ontanetti
Paolo Spunta
Tusio de Iuliis
Leonardo Nunziati
Angelo Gandolfi
Fabio Giunti
Paolo Bollini
Massimo Aliprandini
Introduzione della Fabiana.
...Non abbiamo possibilità di avere gente che lavora a tempo pieno per i BB. Questa cosa oltre agli svantaggi ha anche alcuni vantaggi, si riesce meglio a relazionarci. C&Mac226;è difficoltà di comunicare fra diversi gruppi, ci sono difficoltà a superare la difesa della propria identità come qualcosa di inamovibile. Io vorrei che come B.B. lavorassimo per risolvere questo problema. Io propongo che venga portato come primo impulso nelle relazioni esterne.
Relazione di Silvano.
Le responsabilità del proseguire cominciano a farsi alte. Se i governi portano alla guerra, i cittadini hanno il dovere di costruire dal basso il processo di pace. L&Mac226;elemento di questo processo parte dal basso e dobbiamo salvaguardarlo finchè non impattiamo con le istituzioni.
Intervento in zone di conflitto come dpn, intervento stanziale nelle zone di conflitto. Voglio ricordare che nel 90 era già nata questa necessità. Noi lavoriamo basandoci su tre elementi di novità che abbiamo realizzato assieme nel tempo:
1. c.c.p. come espressione della società civile dal basso.
2. l&Mac226;intervento in zona di conflitto è D.P.N.
3. l&Mac226;intervento deve arrivare ad essere stanziale ( ambasciata di pace).
Queste tre novità formano la nostra coscienza di pace e costituiscono il nostro progetto politico. Altro elemento importante è trovare il sistema di formarci utilizzando la nostra pratica, cioè le esperienze in zone di conflitto.
Interventi sulle relazioni.
Tusio de Lulis.
Una valanga di personaggi stanno andando a Roma per deridere un Papa che sulla questione della non guerra è stato lasciato solo. Non si parla delle sue affermazioni sul capitalismo ecc.
C&Mac226;è ancora una volontà fortissima di aggredire il mondo, l&Mac226;informazione è la prima arma di cui essere in possesso per poi dominare gli altri. Questo continua ogni giorno. In Italia c&Mac226;è l&Mac226;attitudine a considerare le associazioni come cosa mia, bisogna entrare nel merito della costruzione delle forze di pace.
Non basta pensare alle pompe dell&Mac226;acqua, io sto lavorando con la facoltà di italiano di belle arti in Iraq in particolare con gli studenti dell&Mac226;Arte calligrafa iraquena . Il tema della cultura è il sistema più importante per combattere la guerra, noi dobbiamo fare certe scelte a volte forzando noi stessi, passando e dando notizie. Dobbiamo fare una Ambasciata di pace che accelleri i tempi perchè coloro che non vogliono tutto questo corrono. Le ong eccetto poche sono società private. Milioni di giovani ci sono, noi dobbiamo offrire punti di riferimento.
Alberto L&Mac226;Abate.
....Necessita un rapporto continuo con l&Mac226;Ambasciata di pace. È bene tener distinto l&Mac226;Ambasciata di pace dai Corpi Civili di Pace. La società civile, infatti, può organizzare le ambasciate di pace senza la partecipazione delle istituzioni.
Per i corpi civili di pace, invece, un intervento serio non può non essere numericamente elevato e fatto da persone che poi possano restare. Questo pone un problema diverso. Non si può fare esclusivamente con il volontariato; c&Mac226;è bisogno di presenze stabili, che collaborino con le associazioni in modo coordinato. Emerge l&Mac226;esigenza del doppio intervento.
Facendo il viaggio studio in india, abbiamo notato che per Gandhi gli interventi di pace e umanitari erano visti insieme.
Tim Wollins al parlamento europeo ha sottolineato come le due cose vadano tenute divise. E su questo c&Mac226;è da studiare.
A Firenze (Forum nazionale delle associazioni contro la guerra) ho proposto due documenti che sono stati passati all&Mac226;unanimità ma poi non sono stati messi nell&Mac226;appello finale del Forum. Non c&Mac226;è stata la volontà di fare un gruppo di lavoro sulla nonviolenza.
Carla Biavati.
.....La coscienza civica non è una pratica ma sta crescendo la coscienza che i cittadini vogliono intervenire sulla gestione sociale nei propri territori. L&Mac226;embrione di questo diritto riconosciuto è un bene. A livello legislativo sarebbe un dovere istituzionale per uno stato che si pone nell&Mac226;ottica di fermare i conflitti , ma visto che non ci siamo ancora dobbiamo spingere su questo. Non si tratta solo di proposte dal basso ma anche del fatto che siamo indietro sulla legislazione esistente cioè non vengono messe in atto neanche le leggi emesse. È gravissimo che non ci sia una lotta parlamentare sulla implementazione delle leggi fatte. Quindi dovremmo dal basso spingere su questo. Es.: studi e progetti sulla difesa civile nonviolenta. Drago dice che c&Mac226;è una legge per la quale il Governo italiano dovrebbe stanziare i soldi per i progetti, ma non lo fanno. Anche all&Mac226;interno del comitato consultivo ci sono stati grossi problemi, è stata fatta una nuova Ipri ma di fatto siamo ancora
all&Mac226; immobilismo.
Cerchiamo di monitorare il lavoro fatto, facciamoli diventare strumenti scientifici, e nell&Mac226;ottica istituzionale lavoriamo profondamente per sinergizzare, per promuovere la realizzazione di queste leggi per mettere tutti i volontari al riparo da accuse di avventurismo da parte della stampa ..
Paolo Zammori.
....I ccp non decollano, ci troviamo di fronte a una doppia possibilità :1) ccp istituzionalizzati che possano accogliere volontari; 2) ccp istituzionalizzati affiancati da associazioni di puro volontariato. La seconda la preferisco. Dobbiamo fare questo grosso sforzo di creare un minimo di coordinamento fra di noi anche rinunciando alla nostra specificità per non rimanere fermi per mesi .
Gigi Ontanetti.
....La nonviolenza nelle associazioni non è passata e non sta passando. Il pacifismo va bene ma quando si parla di Ambasciata di pace non ci si ritrova. Non si fa solo controinformazione , nelle ambasciate di pace si fa anche sperimentazione.
Io vorrei ribadire che mezzi e fini sono parimenti importanti.
Al Forum di Firenze si è visto che questo concetto non era presente. Ci sono conquiste che sono conquiste perchè sono tali, perchè fatte dalla società civile. Non spendiamo tutto il tempo a ricercare riconoscimenti dalle istituzioni ma continuiamo a fare sul territorio.
Andrea Anselmi.
.... Ho notato, sia nei partiti che nelle associazioni, la tendenza a confondere il pacifismo e la nonviolenza. Questo atteggiamento porta dei problemi di comprensione, non pensiamo che quello che per noi è scontato lo sia anche per i nostri interlocutori.
Maurizio Cucci.
.... Invece di stare a parlare per ore di come convincere gli altri dovremmo darci da fare e trovare i soldi per realizzare i nostri progetti.
Massimo Aliprandini.
....Abbiamo idea di dare connotazione sui diritti umani e interventi di pace tramite Prodi in Italia .
La spesa militare è in aumento. Il percorso di aggiornamento sulla spesa militare non si trova ancora come unico tavolo di lavoro con Bastaguerra e altre associazioni di Milano.
Ci sono tentativi di collegamenti, ma non ci si riesce, su una visione italiana sulla D.P.N..
Sul ciclo della pace vorremmo che alcune intelligenze si mettessero a disposizione come supervisione
Vi ricordo che l&Mac226;Agenzia militare è passata nella Costituzione Europea.
Dopo questa prima discussione assembleare si decide la divisione in 2 gruppi di lavoro
AMBASCIATE DI PACE-sinergia formazione informazione
CCP E AIUTI UMANITARI- sinergia formazione informazione.
Si decide di sospendere i lavori per la pausa mensa e di riprenderli alle ore 14.
Ore 13 pranzo in mensa.
Ore 14 gruppi di lavoro.
Ore 15,50 relazioni gruppi.
Fabiana relaziona sul gruppo Ambasciata di Pace. L&Mac226;assemblea integra.
Si propone di rivedere il concetto di Ambasciata di pace tenendo in considerazione il concetto di sinergia. Ambasciata di pace come presenza nostra e come punto di attivazione di referenti locali e anche come punto di svolgimento dei rapporti fra politica e cittadini. Proponiamo incontri con tutti i berretti sul tema da allargare a tutta la rete CCP o IPRI e altre associazioni interessate. Si da mandato alla segreteria di organizzare gli incontri.
Al momento, non crediamo di essere in grado di aprire un ambasciata in Iraq . Ma è opportuno costituire un gruppo di lavoro sull&Mac226;Iraq che mantenga aperte vie con il nostro referente dott. Riyadh. Altra ipotesi è aprire un ufficio dei BB in Iraq, che è diverso da un&Mac226; ambasciata di pace. La condizione per avere la Ambasciata è avere sinergia qua e sinergia là. Per noi l&Mac226;Ambasciata di Pace è un centro di confronto/ascolto del locale, un focolaio di pace, di condivisione, del capire reciproco, di intenzionalità progettuale. La sinergia si può realizzare con le ong e/o enti locali, società civile organizzata, sindacati, università. La Ambasciata non può essere gestita a distanza, deve esserci sul posto un berretto bianco. L&Mac226;aiuto umanitario non è lo scopo principale dell&Mac226;Ambasciata di pace. Sarebbe opportuno un report completo dell&Mac226;attività e ricerca che studi la storia della società attuale e dell&Mac226;Ambasciata cercando di stimolare maggiormente il mondo accademico che faccia ricerca ma anche intervento.
Relazione sui CCP e integrazioni.
Si richiede il riconoscimento del diritto della difesa civile nonviolenta. Si richiede una istituzionalizzazione della DPN ma non in maniera esaustiva, vogliamo dei CCP che lavorino nelle nazioni dove sono stati istituiti e anche nei teatri di conflitto.Questo presuppone che si lavori per la creazione di un ministero ad hoc che possa e non debba più essere sottoposto al ministero della difesa armata.
Gli aiuti umanitari non vengono fatti dai CCP che possono fare monitoraggio, coordinamento degli aiuti, lavoro in sinergia con le associazioni umanitarie per risoluzione dei problemi della distribuzione degli aiuti. I CCP devono creare la diplomazia e i corridoi che favoriscano l&Mac226;arrivo e la distribuzione dei beni.
È importante non essere inglobati dalla istituzione militare che snatura il senso dei CCP, come snatura l&Mac226;intervento di collaborazione con i militari, che fanno azioni opposte alle nostre. I ccp non possono mettersi in mezzo rischiando di avallare una parte ma cercare di riequilibrare il conflitto.
Domanda:
ma il ministero non dovrebbe essere il luogo di gestione civile delle operazioni militari? Chiedendo un altro ministero (per la pace) non si va a giustificare l&Mac226;uso militarizzato del primo ministero, non significherebbe il monopolio militarizzato della difesa? Strumenti come questi non sono idonei sopratutto nella fase di mortificazione politica attuale?
Servirebbe qualcosa più alla portata della base.
Risposta:
La strategia della difesa armata non può essere mescolata con la difesa nonarmata. Noi non abbiamo un quadro ministeriale chiaro quindi serve il ministero della pace. La idea deve essere creativa e poi la forma si discute.
Partecipazione assembleare alla discussione del tema c.c.p.-istituzioni
.....L&Mac226;aspetto andrebbe approfondito perchè come nonviolenti riusciamo a fare poco. Un organizzazione sui temi legali aiuterebbe molto. Bisogna chiarire bene quali spazi vogliamo tenere come nostri.
....Burocratizzare la faccenda solleverebbe un vespaio, pensiamo ai pacifisti anarchici. Un riconoscimento istituzionale mi andrebbe bene , una dipendenza no.
.....Perplessità, se io dovessi avere un ministero vorrei quello della sicurezza e non della difesa. Io vorrei che il ministero della sicurezza avesse due sotto ministeri uno per la difesa nonviolenta e uno per quella violenta.
Ma mi chiedo non verremmo relegati fra le anime pie? Dato che i governi fanno le missioni umanitarie, aprire un ministero della pace mi crea perplessità.
La DPN fino a poco tempo fa veniva vista solo a casa nostra (fino al 90) mentre invece non si vedeva la possibilità di difendere gli altri popoli. I CCP come prospettiva vogliono creare una poltica estera di sicurezza. Nel nostro lavoro, noi quando parliamo di DPN intendiamo intervento all&Mac226;estero.
....In Italia c&Mac226;è un esperienza di istituzioni per la pace lo sbocco è il Ministero per la Pace. Invece di dire sicurezza diciamo pace perchè è meno pericoloso e non crea confusione. Se la pace è il termine che contiene tutti gli altri termini perchè non metterlo. La sicurezza viene richiesta da chi è massacrato; se quindi il potere arriva e da sicurezza avremo l&Mac226;istituzione che si appropria della sicurezza. Così potrà continuare ad essere tranquillamente il potere che da insicurezza a costruire la sicurezza.
Decisione:
Vediamo il ministero della pace come un ipotesi per alcuni positiva per altri no. Rimandiamo la continuazione della discussione più avanti.
Si passa all&Mac226;elezione delle cariche sociali.
Si accettano le dimissioni di Alberto L&Mac226;Abate da Presidente per altri impegni sopraggiunti ( Presidenza IPRI) ma con estrema felicità se ne constata la volontà di rimanere nel Consiglio Nazionale dei Berretti.
L&Mac226;Assemblea decide all&Mac226;unanimità di rinnovare in blocco tutte le attuali cariche sociali.
Gli interessati alle cariche sociali- invitati a pronunciarsi in merito dal Presidente dell&Mac226;Assemblea- accettano.
Il Consiglio Nazionale appena eletto si riunisce a parte e elegge
Fabiana Bruschi Presidente e
Carla Biavati Vicepresidente
Elenco Nuove cariche sociali:
Consiglieri:
Fabiana Bruschi-PRESIDENTE
Maria Carla Biavati-Vicepresidente
Silvano Tartarini-segretario
Alberto L&Mac226;Abate
Maria Gaias
Maurizio Cucci
Gigi Ontanetti
Tesoriere:
Fabio Giunti
Garanti:
Paolo Bollini
Angelo Gandolfi
Andrea Anselmi
Curatore sito web: Maurizio Cucci
Segreteria: Silvano Tartarini
Il garante Andrea Anselmi si incarica di mandare istruzioni riguardo alle ricevute delle spese sociali.
Il tesoriere legge il bilancio consuntivo e il bilancio preventivo per il 2006. Dopo alcuni chiarimenti, richiesti dall&Mac226;Assemblea, i bilanci vengono approvati all&Mac226;unanimità dei presenti.
Il tesoriere comunica che per poter usufruire delle detrazioni fiscali di legge è necessario fare il versamento sul c.c.postale dell&Mac226;associazione e scrivere nella causale la dicitura Erogazione liberale. La ricevuta del versamento postale servirà poi per la detrazione fiscale.
Il tesoriere chide che si preparino i bollettini del cc postale con la scritta erogazione liberale e si faccia pubblicità sulla possibilità della detrazione fiscale.
L&Mac226; Assemblea investe il Consiglio delle decisioni da prendere a breve sulle collaborazioni in Iraq.
Per quanto riguarda la Palestina,
Fabiana propone di utilizzare l&Mac226;eperienza di Andreas e Stefano ( i nostri saltinbanchi) quando ritornano e valorizzare ulteriormente questo tipo di lavoro in Palestina.
Si da mandato a Fabiana di comunicare ai saltimbanchi che al loro ritorno è nostra intenzione di organizzare alcuni incontri pubblici.
Si fissa il consiglio nazionale per l&Mac226; 8 maggio o il 22 maggio da Silvano Tartarini.
La data verrà al più presto fissata definitivamente e comunicata a tutti.
RESOCONTO 2004
c/c postale entrate o 6367,99
uscite o 9388,38
sbilancio o - 3020,39
saldo al 01/01/2004 o 5162,26
saldo al 31/12/2004 o 2141,87
differenza o 3020,39
cassa entrate o 12139,92
uscite o 11898,82
sbilancio o 241,10
entrate effettive:
c/c postale o 6367,99
cassa o 4379,92
totale o 10747,91
il Tesoriere
Fabio Giunti
e o 47,91_______________________________________________________
BILANCIO PREVENTIVO 2005
ENTRATE o 12000
USCITE o 12000
Il Tesoriere
Fabio Giunti
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