Presenti:
Alberto L&Mac226;Abate-Presidente
Silvano Tartarini-segretario
Licio Lepore-gruppo Versilia
Angelo Gandolfi-garante
Carla Biavati-consigliere
Fabiana Bruschi-Vicepresidente
Andrea Anselmi-garante
Paolo Bollini-garante
Gigi Ontanetti-consigliere
Maria Gaias-consigliere
Assenti giustificati: Maurizio Cucci (consigliere) e Fabio Giunti (tesoriere)
Segretario: Andrea Anselmi
Presiede Fabiana Bruschi
o.d.g.
a) Riflessioni su come proseguire l&Mac226;intervento in zona di conflitto alla luce degli ultimi avvenimenti.
b) Progetti (Iraq e Palestina)
c) Nuova Ipri e Rete ccp.
Riflessioni.
...C&Mac226;è il pericolo che i pacifisti vengano accettati in zone di conflitto solo se si mettono al servizio delle forze militari. Quali strumenti abbiamo come pacifisti in questa situazione?...
...Esiste una terza via : è l&Mac226;interconnessione fra l&Mac226;agire pratico sul posto e il riconoscimento da parte delle istituzioni in maniera da avere un minimo di sicurezza. Per non essere schiavi né della paura del martirio né delle istituzioni che impediscono di lavorare. Non cadiamo nella trappola dell&Mac226;oltranzismo ma neanche cadiamo nella trappola di lasciar perdere. Dobbiamo cominciare a chiedere fortemente di essere riconosciuti come attori importanti nei paesi in conflitto...
...C&Mac226;è una svolta dopo il rapimento delle Simone; scriverò a Bertinotti e Marina Sereni per chiedere il ritiro delle truppe. Bisogna fare pressione tramite i parlamentari europei disponibili .C&Mac226;è la possibilità di avvicinare delle associazioni islamiche per discutere della liberazione di tutti gli ostaggi, anche gli iracheni.
Le elezioni non sono per forza la soluzione pacificatrice al conflitto iracheno.
Avremo modo di verificare il rapporto con il nostro corrispondente iracheno nel prossimo dicembre. Non c&Mac226;è comparazione fra le ong e la Croce Rossa sotto il profilo dei mezzi...
...è chiaro che abbiamo subito un impatto emotivo dovuto al rapimento delle due Simone. Se l&Mac226;aiuto umanitario non si lega presto al fare politica cambia poco niente. Adesso le attenzioni sono solo su un lato del pacifismo: quello degli aiuti umanitari; manca però un pacifismo autonomo e non si vede così la potenzialità del pacifismo. Servirebbe un chiarimento da parte nostra che mostri al pubblico la nostra progettualità, che chiarisca che la galassia enorme dell&Mac226;aiuto umanitario ha dei limiti dai quali non usciremo senza una progettualità politica. La nuova Ipri è il braccio di Pace della DPN. Se da questa esperienza dobbiamo imparare qualcosa è che non dobbiamo più rimandare il rapporto con le istituzioni. Quanto durerà questa nuova fase emotiva? Noi svolgiamo un lavoro per necessità non per protagonismo. Ma queste cose a chi le diciamo? E&Mac226; alta la progettualità ma è anche chiara la gracilità di chi la propone. Dobbiamo dare la maggior autorevolezza possibile alla nostra richiesta. Abbiamo fatto la scelta giusta di tener aperte le comunicazioni e dare a gli iracheni la parola facendoli venire in Italia. Vogliamo l&Mac226;appoggio dello stato per necessità di intervento ma anche senza appoggio interverremo lo stesso...
...i pacifisti liberati pongono dei problemi perché gli interventi civili, in zone di conflitto,vengono visti come disturbanti. E certamente la prevenzione e l&Mac226;interposizione nonviolenta non vengono ancora considerate dai governi. La sinistra italiana chiede solo il ritiro delle truppe, mentre servono interventi civili di pacificazione; purtroppo la tesi di Zapatero è passata sotto silenzio.
É l&Mac226;occasione buona per fare questa proposta, seria , a tutti i politici anche di centro e destra.
Inoltre il problema dei 2600 prigionieri iracheni viene eluso dicendo che le uniche due donne incarcerate erano e sono le scienzate della morte, mentre ci sono iraqeni in prigione senza motivo fra i quali almeno 1000 donne.
La presenza in zona di una possibile terza forza va tenuta in considerazione,( una forza in mezzo agli americani e ai resistenti armati) e bisogna pensare come sostenerla. La cosa non sarà semplice; ricordiamoci che ci sono stati 100 morti durante una manifestazione pacifica.
Dunque, ritiro delle truppe si, ma con un intervento della società civile che rinforzi questa terza posizione...
...Si terrà fra poco una conferenza spagnola, promossa dalla regione Catalogna , sul tema della cultura di pace e prevenzione dei conflitti , saranno presenti associazioni con forti legami con il governo spagnolo. Conto di andare con un opuscolo tratto da tutti i nostri documenti, che il consiglio deve verificare, e due pagine di intervento su cosa sono i BB. Io ho una idea ben chiara sulla terza forza è la società civile irachena. Dobbiamo cercare di fargli capire che ci sono strumenti democratici che possono essere usati per la difesa non violenta dei diritti umani. Vorrei istituire dei gruppi di auto aiuto finalizzati alla coscientizzazione della popolazioni, ma non in Iraq, sarebbe meglio in Giordania, perché eviteremmo strumentalizzazioni , e perché la Giordania secondo me ci sta. Non dobbiamo mollare sul principio di interposizione ma devono essere scevre da stumentalizzazioni. Potremmo usare di nuovo la democrazia decentrata locale, regioni provincie ecc.
Siccome esiste un alternativa nonviolenta francese, cercheremo di creare sinergia sul progetto del MAN (movimento alternativa nonviolenta) ....
...Ottenere il riconoscimento delle istituzioni sarà sempre più difficile, ma concordo sul provarci.
Riguardo alla responsabiltà, attenzione, è una questione di carattere etico-morale grandissima. Nessuno può dire a nessuno: tu questo non lo fai e bisogna anche prendere in considerazione la paura all&Mac226;ultimo momento. In caso di rapimento o peggio ci si sentirà corresponsabili ma non bisogna sentirsi in colpa. Comunque, anche quando il rischio è molto alto, l&Mac226;associazione non ha il potere di impedire a un suo aderente di andare in zona di conflitto.
C&Mac226;è un gruppo di autocoscienza di serbi, nato a Sarajevo prima che Moreno morisse. È importante che noi riusciamo ad usare gli strumenti perché queste notizie emergano.
Non dimentichiamo inoltre lo strumento del boicottaggio, (dei cacciabombardieri ad es.) ...
...La riflessione deve essere sull&Mac226;opportunità dei risultati ottenibili. Sull&Mac226;interpretazione e la ricaduta di un nostro eventuale intervento.
Se una delle due Simone all&Mac226;aeroporto avesse detto io non vi riconosco cosa sarebbe successo? Pensiamoci.
Dovremmo fare una campagna di informazione che spieghi perché i CCP sono necessari. Dovremmo anche spiegare che non siamo quelli che vanno a lavare i bicchieri ai soldati...
...Dobbiamo dare molta importanza alla terza posizione nel mondo; non essere presuntuosi vuol dire fare le cose traendo spunto da questo. Bisogna dare importanza ai non-eroi. ...
...Appoggio il boicottaggio come modo.
Il problema dell&Mac226;informazione per noi è in salita , non arriveremo facilmente agli italiani. Dovremmo trovare un sistema per denunciare le magagne in Iraq anche con azioni singole che suscitino l&Mac226;attenzione dei mass media. ....
... C&Mac226;è già Naomi Klein che l&Mac226;ha fatto ma non si è mosso nessuno. Un internazionale di qualsiasi stato viene cassato se rompe le scatole agli americani. Dobbiamo abilitare tutti dei nostri strumenti. Quello che facciamo noi devono poterlo fare anche gli iracheni. ...
... Rinunciamo all&Mac226;informazione perché tanto non ce l&Mac226;abbiamo.
Dobbiamo riunirci appositamente per parlare su un eventuale viaggio in Iraq. ...
... La marcia di al Sistani è passata sotto silenzio. Bisognerebbe continuare su questa linea ,cioè quella della società civile che prende in mano il proprio destino. ...
... Io non ho molta fiducia nella risposta delle istituzioni; facciamo pure il tentativo ma non aspettiamoci alcunchè. ...
... Per esperienza, se sei piccolo l&Mac226;istituzione o il partito tentano di metterci il cappello sopra ma comunque gli incontri vanno fatti. Io preferisco lavorare con la società civile, lavorare con la gente dal basso e costringere l&Mac226;istituzione a prenderne atto.
Fa comodo che certi pacifisti siano considerati eroi, perchè consentono agli altri di non fare niente.
Passa l&Mac226;idea che quelle che alzano la testa non sono persone comuni.
Non mi preoccuperei tanto di un eventuale strumentalizzazione di un nostro intervento ma piuttosto di quanto è richiesta la nostra presenza dalla società civile irachena. ...
... Io non stavo in luoghi visibili come le due Simone ,quindi questo rischio non ci sarebbe se tornassi. Rimarrebbe il rischio degli incontri casuali.
Perché non ci proponiamo come osservatori civili delle elezioni.?
É importante che si moltiplichi la presenza degli operatori in Iraq. 14 anni di storia di interventi in Iraq sarebbero degni di maggior aiuto da parte delle istituzioni. Io credo che noi dobbiamo discutere con le istituzioni e dobbiamo anche assolutamente confrontarci con la cultura dell&Mac226;Islam.
Dobbiamo trovare il modo di far intervenire la società civile e la pre-condizione è la liberazione di tutti i prigionieri politici. ...
... Il doppio binario dovrebbe aver fatto superare da tempo il problema dei rapporti con le istituzioni (essere interni alle istituzioni ma non lasciarsi mangiare dalle stesse), ma bisognerà ancora lavorare su questo.
Ritornerei sulla necessità di un documento che sottolinei l&Mac226;importanza dei diritti umani in Iraq. C&Mac226;è la necessità di un corpo esterno che faccia da osservatore sia per i diritti umani che per le elezioni.
Cercherei però anche modalità visibili per le nostre istanze. Non facciamo azioni che rimangano inosservate. Studiamo le azioni per bene e rendiamole note. ...
... Ho l&Mac226;impressione che noi si perda una serie di opportunità, dobbiamo cercare di capire il nostro ruolo come BB. Dobbiamo stendere un testo scritto, che tenti di entrare nel dibattito, firmato da una ventina di personalità pacifiste sulla questione irachena. Questo testo dovrebbe spiegare il ruolo dei pacifisti , la necessità di un riconoscimento, ipotizzare come chiusura che aspettiamo una risposta positiva a questo mentre ribadiamo la nostra intenzione di continuare comunque il nostro lavoro. Nei conflitti la società civile ha un ruolo politico e deve essere riconosciuto dalle istituzioni; invece viene ridotta a vittima sacrificale, in balia di ogni violenza.
Contattare molte persone per farlo firmare. ...
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Progetti (Iraq e Palestina)
Paolo: gruppo di Milano incontro con le associazioni difficoltà a fare il filmato. C&Mac226;è una persona esperta che ci sta lavorando. Contatti con il Congo. Organizzare incontro a Milano con dr Riad
Silvano: il testo serve anche per costruire sinergie e risolvere il problema dei molti impegni che non siamo in grado di reggere. Lavoro in Giordania impegnativo. Bisogna che la Rete si decida a svolgere un ruolo all&Mac226;esterno, per non continuare a zappare il nostro orticello. Problema di come aprire il dibattito su questo.
Carla: documento sui ccp dare un contributo per sollevare un dibattito; noi lo presentiamo in tempi brevi però si può uscire con un documento più completo (vedi documento) e usarlo come punto di partenza per il confronto anche in altre sedi.
Nostro progetto in Iraq da presentare in Spagna per cercare collaborazione.
Rendere pubblico il dibattito, conferenza di New York mondiale sulla prevenzione civili dei conflitti organizzata dall&Mac226;ONU presenza non solo come berretti ma anche alla rete per suggerimenti all&Mac226;agenda provvisoria.
Per l&Mac226;Iraq chiedere ai nostri contatti di aiutarci per altri contatti in Giordania
Per l&Mac226;Italia progetti per lIPRI presentare quelli sull&Mac226;Iraq e sulla Palestina di Grandpied
Farò lettera per il progetto MAN e lo invierò
Incontro a Bologna con i nostri contatti iracheni
Lanciare una banca del tempo per i CCP
Alberto: documento di Carla va bene per il libro, ci vuole una cosa più sintetica, purtroppo io sono molto impegnato con in congresso universitario.
Silvano: molti impegni per l&Mac226;organizzazione degli incontri con i nostri contatti iracheni:
-ospitalità
- interprete
- organizzazione convegni in Italia 10 Serravezza, 4 o 17-18 a Rignano sull&Mac226;Arno, ecc.
sapere entro la prossima settimana far presente le date
- Angelo si rende disponibile per i contatti con le tv ecc.
- Ricerca fondi e ospitabilità.
Finanziamento al progetto Palestina di Grandpied e convegno di RE
Approvati finanziamenti.
Rete Lilliput ci invitano a PA per parlare dei CCP
Carla, dati i costi da sostenere, valuterà se andare a Palermo all&Mac226;incontro di Lilliput
Nuova Ipri e Rete ccp.
Silvano sollecita invio verbale RETE CCP
... All&Mac226;ultimo incontro dei CCP che è stato anche incontro dell&Mac226;Ipri è stato accettato di prendere Ipri come interlocutore con il comitato con la difesa popolare nonviolenta. Tra le proposte c&Mac226;era quella di avere incontri con gruppi parlamentari sul tema della legge sulla difesa non violenta.
Dobbiamo allargare il dibattito sull&Mac226;intervento/non intervento.
Sulla comunicazione si può andare avanti anche nel piccolo. ....
Alberto relaziona sull&Mac226;IPRI; se accetto presidenza IPRI devo essere sostituito ai BB perché non riesco.
Convegno dell&Mac226;Università di FI 3-4-5/12 Europa prevenzione dei conflitti armati, la difesa nonarmata e nonviolenta, ed i corpi civili di pace
Vedere il programma e i relatori
Fabiana relaziona sull&Mac226;ultimo incontro della RETE e dell&Mac226;IPRI.
Si chiude la riunione che sono le ore 20,00.
Segretario: Andrea Anselmi Presidente Fabiana Bruschi